Premessa
L’attuale diffusione di Internet sta innescando un processo di
naturalizzazione delle tecnologie di gestione della conoscenza via-computer
che pone alla ribalta il problema del rapporto uomo-macchine cognitive
(man-machine-man -3M-). Un rapporto che non può
più essere confinato in alcune aree disciplinari e gestito solo
da addetti ai lavori perché oramai coinvolge anche il grande
pubblico in ogni ambito professionale e nella stessa vita quotidiana.
Questo contributo apre i lavori di una ricerca che si propone di approfondire
i processi di riorganizzazione della conoscenza (Knowledge
management reengineering) provocati dall’impatto I&CT
(Information & communication technologies)
e da Internet in particolare, con una analisi comparata tra diversi
ambiti disciplinari: economia, formazione, salute, psicologia, pedagogia,
sociologia, editoria, marketing, e-governement, ambiente e sviluppo
sostenibile, ecc). L’obiettivo è quello di porre la
basi per andare “Verso una teoria generale della gestione della
conoscenza via-computer” che affronti sistematicamente l’analisi
della relazione “uomo–tecnologie della conoscenza”.
Obiettivo specifico di questo contributo è quello di affrontare
il complesso e controverso rapporto tra Psicologia e I&CT. Si ritiene,
infatti, che l’analisi delle modalità emerse internamente
all’ambito psicologico, i percorsi, le resistenze, le invenzioni
promosse a fronte dell’impatto delle nuove tecnologie della conoscenza,
se comparato con altre aree, possa sviluppare la riflessione su aspetti
trandisciplinari, possa concorrere alla individuazione delle caratteristiche
dei nuovi professionisti della conoscenza (Knowledge
professional), possa infine contribuire al superamento di un
certo tabù verso le “macchine cognitive”, ancora diffuso
in ambito professionale e nella vita quotidiana. Tabù che dovrà
essere superato proprio in questo XXI secolo che si prospetta divenire
il secolo della relazione forte tra l’uomo e la via-computer
alla gestione della conoscenza, al di là delle iperboli di futurologi,
degli immaginari hollywoodiani, delle metafore cyberspaziali e degli
strenui difensori di una “naturalità” pre-tecnologica.
Key words: Information & Communication Technologies
(I&CT), Knowledge technology, Knowledge Management Technologies
(KMT), Knowledge Management reengineering (KMR), Knowledge Based Organization
(KBO), Knowledge worker, Knowledge professional, Knowledge Society,
Self care management, Internet based knowledge management 360°,
Empowerment via-computer, Man-machine-man (3M).
Psicologia e tecnologie
di gestione della conoscenza via-computer
Il rapporto tra la psicologia e le tecnologie di gestione della conoscenza
è certamente complesso e variegato. Infatti, da una parte la
psicologia è stata in prima fila fin dagli anni ’50-‘60
nel gestire la relazione con l’emergente tecnologia della conoscenza
via-computer, allora si chiamava informatica o Computer science,
utilizzandone le potenzialità di calcolo e promuovendo: la nascita
di un originale approccio computazionale che portò al cognitivismo
come importante corrente psicologica moderna ed alle sue successive
evoluzioni; lo sviluppo di interessanti contributi alla nascente “Intelligenza
artificiale”; la definizione di nuove applicazioni nella ricerca
e nella psicometria, ad esempio, la esplosione delle analisi di tipo
fattoriale e correlazionale; le applicazioni di computer assisted
diagnosis (CAD), di computer assisted instruction (CAI),
di test tajloring, le simulazioni a computer di giochi interattivi
per la ricerca più o meno in real time ed in 3D real
virtuality, ecc.. Dall’altra parte, tuttavia, la maggioranza
degli psicologi, non impegnati nella ricerca, si è sostanzialmente
chiamata fuori dall’impatto e dalle innovazioni tecnologiche relegandole
nell’artificiale, nel “virtuale”, ponendo invece al centro
dell’interesse e della strumentazione il momento “naturale”
dell’incontro e della relazionalità faccia a faccia (face
to face) scevra da ogni artefatto tecnologico. Il modello dominante
della interazione con l’utente/soggetto è quello del clinico
delle sedute terapeutiche e del formatore nel momento d’aula, dove
dominano le pratiche della parola, dei silenzi, degli sguardi, del comportamento
non verbale, delle sensazioni, delle emozioni, delle intuizioni, ecc.,
piuttosto che il calcolo e la relazione via-computer.
Così, ad oggi l’impatto I&CT è stato sostanzialmente
confinato nell’ambito degli specialisti e della ricerca e la potenza
computazionale della via-computer, quando accettata per aumentare
la potenza dei modelli teorici/diagnostici/decisionali, è stata
poi sostanzialmente relegata nel “back office” delle
attività dello psicologo, mentre il “front office”
della relazionalità con l’utente ha continuato ad essere
gestito con tecnologia classica (paper&pencil&face to face).
Ciò ha portato la psicologia ad uno splendido isolamento rispetto
agli effetti dell’I&CT, abbastanza anomalo rispetto ad altre
discipline, anche se, specie nel contesto italiano, comune a quell’area
molto ampia di tipo umanistico che ha stentato a muovere i primi passi
nel affrontare le potenzialità ed i limiti dell’I&CT.
Tuttavia questo isolamento rischia oggi di essere messo in discussione
dal fattore Internet, una tecnologia di gestione della conoscenza di
tipo diffuso e distribuito, che si configura sempre più come
strumento, metodologia e spazio/tempo di gestione della conoscenza per
gli individui, i gruppi, le organizzazioni e che ha fatto esplodere
la possibilità di sviluppare proprio l’area della interattività
attraverso piattaforme ed ambienti web che consentono di andare oltre
gli stessi vincoli spazio-temporali delle tecnologie classiche. Si tratta
di interattività via-computer agibile sia sul versante del networking
tra esperti che su quello della relazione con un utente finale sempre
più collegato online.
E’ di questi ultimi anni, infatti, la diffusione di applicazioni
di e-learning, di servizi di counseling, di terapia online, di web marketing,
di e-publishing, ecc., ecc. E’ esploso anche in psicologia un processo
di e-everything che ha coinvolto ogni ambito disciplinare e che
sull’onda della moda, ha dovuto troppo spesso utilizzare la scorciatoia
della replicazione dei modelli del passato piuttosto che accettare la
sfida della invenzione del futuro.
Questo recente incremento delle applicazioni online non ha certo risolto
il difficile rapporto tra psicologia ed I&CT infatti, soprattutto
in Italia, gli psicologi resistenti alle tecnologie rimangono comunque
maggioranza, in particolare nell’area della clinica e della terapia,
un’area che tuttavia inizia a manifestare alcune trasformazioni
importanti.
Emblematico a questo proposito un evento indicativo dell’evoluzione
in atto e dell’inevitabilità di confrontarsi con i cambiamenti
prodotti dall’I&CT.
Il caso terapia
Nel marzo del 2004 sul sito Web dell’Ordine Nazionale degli Psicologi
era ancora presente una delibera del 23 marzo del 2002 in cui si affermava
di ritenere sanzionabili le pratiche psicodiagnostiche e psicoterapeutiche
via-internet.
Sito Web dell’Ordine nazionale degli Psicologi:
Visto l’art. 28, comma 6 lettera d) della L. 56/89;
Vista la legge comunitaria 2001/31 CEE sul commercio elettronico;
Ritenuto che le pratiche di attività psicodiagnostica
e psicoterapeutica via internet non sono conformi ai principi espressi
negli art. 6,7 e 11 del vigente codice deontologico
................................DELIBERA
Di ritenere l’esercizio di tali attività sanzionabili ai
sensi degli art. 26 e 27 della legge 56/89
Si invitano pertanto tutti i Consigli Regionali e Provinciali a fare
osservare la presente deliberazione dandone ampia diffusione agli iscritti
Si dispone la pubblicazione della presente deliberazione sul Sito web
e sul giornale dell’Ordine Nazionale degli Psicologi.
Un provvedimento in uno stile sanzionatorio, tuttavia poco conosciuto
tra gli addetti ai lavori, poco argomentato, poco sensibile a quanto
sta semplicemente accadendo nel Web. In particolare nell’ambito
del “Self care management” che oggi si prospetta divenire
un importante processo emergente in grado di caratterizzare nuove modalità
di gestione della salute fisica e mentale con rilevanti effetti a livello
dello stesso “sistema paese”. Un provvedimento poi in forte
antitesi, ad esempio, con la presa di posizione da parte della Commissione
Etica dell’APA (American Psychological Association)
che fin dal ’95 si è attrezzata per gestire l’impatto
delle nuove tecnologie ed aprire a sperimentazioni (per
approfondimenti si veda il sito http://www.apa.com.)
Tuttavia proprio tra la fine di marzo e l’inizio di aprile del
2004 qualche cosa si è mosso e lo stesso Consiglio Nazionale
dell’Ordine degli Psicologi si è pronunciato nuovamente
sull’argomento, presentando le:
........“LINEE GUIDA PER LE PRESTAZIONI
PSICOLOGICHE
...................VIA INTERNET
E A DISTANZA”.
(per approfondimenti si veda il sito
http://www.psy.it.)
Tale
esempio sulla terapia, al di là dei contenuti di queste “Linee
guida”, che qui non commentiamo per rimandare al sito Internet
di supporto a questo lavoro, consente di cogliere un evento recente
molto importante almeno nel contesto italiano, che potrà aprire
ad una riflessione generale su tutto il rapporto tra la psicologia e
le nuove tecnologie di gestione della conoscenza (Knowledge
Management Technologies -KMT-). Crolla infatti la pregiudiziale
dell’utilizzo dell’I&CT nell’ambito più specificatamente
psicologico, quello della terapia. Si realizza così una sorta
di sdoganamento dell’interattività via-computer,
che consente di affermare come la psicologia stia compiendo i primi
passi verso una trasformazione profonda che occorrerà gestire
ed anche inventare con grande cura.
E’ noto, infatti, che le prime applicazioni di una nuova tecnologia
siano di tipo replicativo del passato ed a basso tasso di innovatività,
ma le rivoluzioni prodotte dalla tecnologia sono soprattutto salti,
discontinuità, trasformazioni qualitative in nuovi spazi di azione
organizzativa a maggiore complessità. Errori nelle prime fasi
di applicazione sono in grado di condurre su percorsi senza uscita e
di ritardare anche le stesse possibilità emergenti.
La possibilità del salto, della discontinutà, della invenzione,
avviene in genere successivamente attraverso una progressiva naturalizzazione/normalizzazione
delle nuove tecnologie che non vengono più percepite come diverse
ed estranee, ma entrano semplicemente tra le possibilità a disposizione
senza scatenare forti reazioni pro/contro perché ci si scopre
cambiati ed in grado di padroneggiare la nuova tecnologia.
Un buon indicatore dell’inizio del processo di naturalizzazione
potrà essere lo sparire dei prefissi, suffissi particolari, aggiunte
cyber, virtuale, online, ecc., oggi invece ancora alla ribalta. Infatti
prefissi, suffissi, acronimi, slogan, ecc., tanto utilizzati ed abusati
nelle applicazioni I&CT, sono tutti destinati a sparire per un processo
di naturalizzazione delle tecnologie che li hanno prodotti. Ad esempio,
il prefisso e in: e-business, e-commerce, e-learning, e-publishing,
e-book, e-university, e-magination, e-everythings..ecc, a breve
sparirà non perché verranno abbandonate le tecnologie
che lo qualificano, ma solo perché esse diverranno "naturali"
ed indispensabili. In tal senso qui si è abusato della dizione
“via-computer”, che abbiamo tuttavia evitato di inserire
nel titolo del lavoro e che non sarà più necessaria semplicemente
quando, anche in ambito psicologico, apparirà assolutamente naturale/normale
integrare l’I&CT nei processi di gestione della conoscenza
individuale, di gruppo, organizzativa e sociale.
“Internet Based Knowledge Management 360°”:
la naturalizzazione di Internet
In psicologia l’I&CT ha già contribuito a produrre un
importante processo di empowerment via-computer dello psicologo
attraverso l’aumento della potenza computazionale dei modelli diagnostici/decisionali
e più recentemente anche con l’introduzione della interattività
via-computer. Tuttavia, in questa evoluzione il soggetto/utente è
rimasto sullo sfondo e non si è modificata l’organizzazione
classica della relazione circolare tra “esperto-utente” nei
diversi ambiti applicativi. Ma la novità introdotta da Internet
è soprattutto quella di estendere l’empowerment via-computer
oltre gli stessi “produttori di conoscenza” per includere
e coinvolgere anche gli utenti, i “consumatori di conoscenza”,
che vedono aumentate le loro possibilità di informazione, di
accesso a conoscenza distribuita, di confronto tra le fonti, di interattività,
di aggregazione, di collaborazione e di networking secondo modalità
prima impossibili. In questa prospettiva, la potenzialità del
doppio empowerment via-computer nella relazione tra produttori/consumatori
di conoscenza e la sua capacità di applicarsi a 360°, coprendo
l’ambito professionale e la stessa vita quotidiana, si prospettano
come futura chiave di volta per realizzare un salto di qualità
e promuovere l’ingresso nella Società della conoscenza
Con lo slogan “Internet based knowledge management 360°”si
vuole sottolineare proprio questa trasformazione nei processi cognitivi,
relazionali, economici, sociali e culturali che nasce dagli attuali
trend di diffusione di massa e di naturalizzazione delle tecnologie
di gestione della conoscenza via-computer. In sintesi, Internet si costituisce
come una Killer application oggi in grado: di innescare e sostenere
modalità di empowerment individuali, di gruppo, organizzative
ed anche sociali; di incidere profondamente sui processi della produzione-consumo
della conoscenza a livello sociale; di provocare una profonda trasformazione
di quella importante modalità culturale, sociale ed economica
che é la relazione circolare tra “esperto-utente” nelle
sue diverse declinazioni: didattica, formativa, consulenziale, di aiuto,
terapeutica, ecc. Una relazione che é alla base di complessi
equilibri sociali, di interessi economici e di potere che potrebbero
essere messi in discussione dal fattore Internet nei nuovi spazi di
azione organizzativi aperti da Internet.
- Sanità
(Health Knowledge Management)
Un ambito che già manifesta queste trasformazioni e che ci sembra
preannunciare le caratteristiche dei nuovi processi di gestione della
conoscenza e dei servizi ad alto tasso di I&CT che potranno essere
disponibili, ma anche le forti resistenze che nasceranno, è quello
della sanità, in particolare nell’area cosiddetta del “Self
care management” riferita alla salute fisica e mentale. Da
tempo è in atto una trasformazione importante innescata via-Internet
attraverso una forte copertura informativa sui temi della salute, promossa
da enti pubblici e privati come ad esempio, ministero della salute,
(http://www.ministerosalute.it), università,
associazioni dei consumatori, associazioni di consumo alternativo, industrie
farmaceutiche, associazioni dei pazienti, centri di ricerca, ordini
professionali, singoli soggetti, ecc.. Tale copertura informativa costituisce
un supporto alla gestione della conoscenza ed alla interattività
online che già sta modificando la relazione classica medico-pazienti;
trasformazione che non deve essere considerata in un’ottica di
contrapposizione esperti-utenti, ma di riorganizzazione ed evoluzione
delle modalità della relazione consulenziale in nuovi spazi dell’azione
organizzativa di maggiore complessità ed astrazione che richiederà
un aumento di professionalità degli stessi esperti e promuoverà
anche una maggiore trasparenza. E’ questo un fenomeno, particolarmente
attivo negli USA, che si prospetta possa provocare profonde trasformazioni.
La via-computer introduce una sfida che costringerà a riformulare
anche le politiche ed i processi di gestione della salute fisica e mentale
a livello dello stesso sistema paese.
- Marketing
Nell’ambito del marketing l’empowerment dei consumatori
sta prendendo atto nella figura dell’expert prosumer, che già
da oggi è in grado di promuovere un cambiamento profondo sul
mercato che va oltre le vendite online per riorganizzare profondamente
il ruolo del consumatore ed i suoi processi decisionali. Il risultato
è l’emergere di nuovi e più complessi “giochi”
di una economia/mercato/società della conoscenza differenti rispetto
al passato.
- Formazione
Nell’ambito della formazione è esploso recentemente il fenomeno
dell’e-learning ma, al di là di casi isolati, ci sembra
dominare ancora un’ottica di replicazione del passato (attraverso
semplici teletrasmissioni e replicazioni a distanza, online, in virtuale
di aule, corsi, università, ecc.) piuttosto che l’attenzione
verso la riorganizzazione profonda di una nuova relazione tra produttori
e consumatori di conoscenza che porterà a rivisitare gli stessi
modelli organizzativi delle agenzie formative, delle università
ed anche delle politiche/strategie della formazione aziendale delle
cosiddette Knowledge Based Organization (KBO).
- Editoria
Anche nell’ambito editoriale, oggi in grande trasformazione per
effetto dell’I&CT, si stanno aprendo nuove modalità
e dimensioni della presenza culturale online per gli individui, i gruppi
e le organizzazioni, fuori dagli schemi classici che possono fare da
sfondo ed alimentare i processi di “Internet based knowlege management
360°”.
In sintesi l’”Internet based knowledge management
360°” si configura sempre più come un processo emergente
complesso che si affianca in parallelo alle modalità tradizionali
senza sostituirle direttamente, ma che è in grado di promuovere
una profonda trasformazione qualitativa perché, togliendo alle
modalità classiche la esclusività che le aveva caratterizzate
nel passato, le trasforma inevitabilmente inserendole in nuovi spazi/tempi
dell’ azione organizzativa di maggiore complessità ed astrazione.
Modalità classiche che non possono essere semplicemente replicate
“come se” l’I&CT non esistesse, a meno di non trasformarsi
in “attori virtuali” ritagliandosi nicchie all’interno
di un mercato/società della conoscenza ad alto tasso di I&CT
capace comunque di includerle negli scenari che si prospettano.
Le esperienze oggi in atto nei vari ambiti forniscono già informazioni
interessanti sugli scenari in formazione anche se esse sono ancora in
bilico tra semplici strategie informative, promozionali, manipolative,
oblative, semplicemente replicative dei modelli del passato ed una vera
e propria promozione di modelli organizzativi e culturali nuovi nei
processi di gestione della conoscenza.
Non è certo qui possibile approfondire tutti questi aspetti di
cambiamento perché siamo di fronte ad un trend emergente ed evolutivo
che oggi è solo all’inizio, ma che presenta effetti che
coinvolgeranno tutti noi futuri knowledge professional in ogni
area problematica della vita quotidiana: scuola, lavoro, formazione,
salute, tempo libero, economia, finanza, ricerca, identità personale,
politica, interazione con la pubblica amministrazione, gestione dell’ambiente,
editoria, ecc.. quindi a livello dell’intero sistema sociale (effetto
360°)..
Per questo motivo ci proponiamo di analizzare ognuno dei problemi qui
accennati nelle loro diverse declinazioni interne/esterne alla psicologia
in un apposito Sito Web di supporto online.

Indirizzo
Web ..................................
Il sito Web ci consentirà di andare al
di là degli approfondimenti in ambito psicologico, sviluppando
anche una analisi comparata degli effetti dell’I&CT in diverse
aree disciplinari e relativi settori applicativi attraverso contributi
ed interviste ad esperti nei diversi ambiti disciplinari.
Questo ci permetterà di promuovere l’obiettivo complessivo
di questo lavoro che è quello di andare “Verso una teoria
generale di gestione della conoscenza via-computer”.
Un obiettivo con il quale affrontare l’attuale emergenza della
naturalizzazione dell’I&CT nella riorganizzazione dei processi
di produzione, rappresentazione, trasmissione, comunicazione, conservazione,
organizzazione e consumo della conoscenza, con una strategia simile
a quelle che portarono: alla Teoria generale dei sistemi per affrontare
da un punto di vista generale il tema della complessità dei sistemi,
alla Cibernetica per affrontare il tema della regolazione e del controllo,
alla Teoria dei giochi per affrontare il tema dell’interattività
tra i giocatori di sistemi complessi, alla proposta di Bateson di andare
Verso una ecologia della mente per affrontare il tema dei confini dei
sistemi mentali, alla Teoria delle catastrofi per affrontare il tema
della discontinuità dei processi, alla Teoria del caos, alla
Teoria dei sistemi non lineari lontani dall’equilibrio, per affrontare
i più recenti temi della complessità, ecc. Tutti approcci
che consideriamo comunque di base ed essenziali per la stessa costruzione
di un approccio generale alla gestione della conoscenza via-computer.
Siamo ovviamente ancora all’inizio ma la partecipazione della psicologia
alla convergenza disciplinare verso l’utilizzo delle tecnologie
della conoscenza via-computer potrà contribuire alla costruzione
di una cultura più evoluta. Il risultato sarà che l’area
della relazione con le macchine cognitive (man-machine-man) non
potrà più essere semplicemente demonizzata, esorcizzata
nella artificialità delle relazioni, perché essa a 360°
è in grado di divenire strumento di generazione e di reengineering
dei processi di gestione della conoscenza e di invenzione degli spazi
di azione organizzativa del “mondo reale”.
Si prospettano infatti scenari di sviluppo con un’economia-mercato
della conoscenza che presentano caratteristiche e dinamiche di forte
innovatività rispetto al passato e si pone alla ribalta il problema
della stessa applicabilità e della obsolescenza dei modelli e
delle pratiche professionali consolidatesi pre-Internet nei nuovi spazi
di azione organizzativa che caratterizzeranno la società della
conoscenza ad alto tasso di I&CT.
Internet si prospetta inoltre in divenire una delle “driving
forces” che contribuiranno alla gestione di quattro processi
in grado di produrre trasformazioni sociali importanti quali:
· la “glocalizzazione a 360° di beni, servizi e conoscenza;
· le applicazioni dell’I&CT avanzate;
· la sostenibilità ambientale;
· i progressi delle biotecnologie.
In linea con lo spirito di questo lavoro si rimanda per ogni possibile
approfondimento, aggiornamento, indicazione biblio-sito grafica ed alla
stessa interattività con l’autore al sito Web http://www.unicatt.it/docenti/ricci
sezione Pubblicazioni