Presenza nella "Tavola rotonda online"

Enrico Guidotti
Contributi autore:

 

PKM 360° Progetto Knowledge Management 360°

Uno spunto per la discussione dal libro:

L’impresa nella rete di Enrico Guidotti.

 


Riprendo qui di seguito alcuni passi del libro:
L’impresa nella rete – Applicazioni web based per la gestione, la comunicazione e il commercio on line
edito da FrancoAngeli Editore nel 2004.


L’obiettivo di questa rilettura è di animare il dibattito sull’importanza che assume Internet nell’ambito della strategia dell’impresa che si muove verso una gestione della conoscenza perseguita attraverso l’uso delle tecnologie oggi ampiamente disponibili.
  Nel libro, partendo da una definizione di e.business, si sottolinea come l’impresa sia quasi costretta ad 
orientare la sua strategia verso il web implementando applicazioni che consentano l’interazione dell’impresa con i suoi pubblici, interni ed esterni, attraverso l’uso di un normale “browser web”.
La tecnologia Internet diventa così strumento che agevola la gestione della conoscenza consentendo di organizzare la gestione dei processi aziendali e perseguendo l’integrazione “browser based” delle applicazioni, siano esse nuove, ma anche preesistenti.


L’espressione e.business è stata lanciata nel mondo da IBM nel 1997 e nell’immaginario collettivo si è spesso identificata, erroneamente, con l’e.commerce. Certamente fin dall’origine, da parte dell’IBM era intesa in senso molto più ampio, tuttavia, solo nel tempo, il suo vero significato si è andato a definire in maniera sempre più chiara. L’e.business è infatti oggi percepito come un processo che attraverso applicazioni Internet based agevola il business dell’impresa, inteso nel senso più ampio della parola, prescindendo dal fatto che si perfezioni o meno una transazione immediata di acquisto o vendita con passaggio di danaro.

Un processo quindi, completo e complesso, che consente di gestire, attraverso Internet, il rapporto interattivo dell’impresa con i suoi target tipici ai fini del business. Il personale, i clienti, i fornitori, i partner, le istituzioni, il mondo finanziario, il grande pubblico rappresentano il complesso degli interlocutori con i quali l’impresa vuole creare e mantenere un rapporto e Internet (comprendendo le reti Intranet ed Extranet naturalmente) può essere strumento ideale per facilitare l’interazione con questi pubblici.

In questa ottica l’e.business si identifica quindi con l’insieme dei processi gestiti con applicazioni web based che, tra loro integrate, materializzano le potenzialità di Internet in termini di:

·        efficienza gestionale;

·        capacità di comunicazione;

·        opportunità di sviluppo commerciale.

Non si tratta quindi di realizzare solo un sito web, ma di orientare l’azienda verso il web (azienda web oriented) implementando nuove applicazioni e valorizzando quelle esistenti per consentire una facile interazione dell’impresa con i suoi pubblici, interni ed esterni, attraverso l’uso di un normale “browser web”.

Per l’impresa che si muove verso la realizzazione dell’e.business il sito web (e la sua usabilità) rappresenta quindi solamente la parte visibile dall’esterno (front end), ma ben più complessa e ampia è la parte organizzativa gestionale interna (back end). Quest’ultima può utilizzare la tecnologia Internet come strumento che agevola la gestione della conoscenza (tacita ed esplicita) consentendo di organizzare la gestione dei processi aziendali e ottenere l’integrazione “browser based” delle applicazioni, non solo nuove, ma anche preesistenti. Internet costituisce in questo modo l’elemento catalizzatore che rende facile il rapporto dell’impresa con il complesso dei suoi interlocutori che si prevede richiederanno una gestione della conoscenza sempre più completa e un’interazione dinamica basata sul web con gli interlocutori interni ed esterni.

Guardando all’organizzazione d’impresa e a come essa si rapporta all’interno e all’esterno, da anni ormai si parla di organigrammi piatti, del rafforzamento della delega a strutture, magari non permanenti, cui dare grande autonomia, del valore personale delle figure preposte a queste strutture, della cultura d’impresa, dell’attenzione da dedicare al cliente….. Sono tutti concetti che non erano al centro dell’attenzione delle organizzazioni tipiche del periodo industriale, quando la fabbricazione del prodotto ripetitivo era quasi sempre al centro di ogni business. Quei business richiedevano e favorivano organizzazioni rigidamente gerarchiche per gestire decisioni ripetitive inserite in un contesto senza grandi turbolenze economiche e caratterizzato da una evoluzione tecnologica, magari continua, ma molto lenta.

Con l’avvento dell’e-business e con il suo sviluppo nella logica che abbiamo descritto, le esigenze stanno cambiando. Quei concetti stanno diventando davvero attuali e si comincia a parlare seriamente di gestione della conoscenza e di organizzazione virtuale come risorse che l’impresa può sfruttare per stare dietro all’onda del cambiamento che l’innovazione tecnologica stimola.

Un cambiamento che, non solo nelle aziende tecnologicamente avanzate, ma anche nelle imprese più tradizionali, mette in evidenza alcune fondamentali esigenze.

L’esigenza di operare senza condizionamenti di tipo geografico. L’impresa efficiente deve poter raggiungere il mercato, in qualsiasi luogo esso sia, e non deve avere limiti nella produzione o nella generazione di servizi. Partnership, anche di tipo provvisorio, debbono dare all’impresa l’elasticità necessaria a soddisfare, ovunque sia, la domanda del suo mercato.

L’esigenza di rendere snella l’organizzazione gerarchica semplificando il processo decisionale, sfruttando, senza vincoli gerarchici, idee provenienti da livelli diversi e promuovendo la comunicazione diretta e interattiva.

L’esigenza di massimizzare la cooperazione e il lavoro di gruppo a prescindere dal livello gerarchico e dalla dislocazione nel territorio. Una cooperazione che va oltre l’organizzazione aziendale nel suo interno per muoversi in ottica più ampia di cooperazione interaziendale.

L’esigenza dell’impresa di intensificare il rapporto con il cliente in termini di comunicazione, ma particolarmente attraverso una reale interazione per conoscere il cliente, i suoi bisogni, le sue richieste, i suoi interessi, per fidelizzarne il rapporto, per migliorare la Customer Satisfaction, per individuare nuove opportunità commerciali.

Se condividiamo la convinzione che nell’impresa questa realtà esista e che queste esigenze si manifestino con importanza crescente, possiamo immaginare che per affrontarle occorra dedicare una cura particolare a tutte quelle attività che possono contribuire all’efficienza gestionale. Un’efficienza nuova che, per far fronte alle esigenze che abbiamo enunciato, non può prescindere da da una corretta gestione della conoscenza e dall’uso della tecnologia Internet.

Queste esigenze, in parte nuove, testimoniano che le aziende operano in una realtà sempre più complessa e sofisticata, nel cui ambito cambia il modo di gestire, di lavorare e di fare business; nascono bisogni, in parte inesistenti precedentemente, e si sviluppano nuovi comportamenti

Per cavalcare questa realtà le aziende possono ricercare contributi significativi dalla combinazione di diverse attività che qui sintetizziamo, per riprenderle poi puntualmente.

La riorganizzazione dei processi aziendali con l’ottimizzazione della gestione dei flussi informativi che sono collegati a ciascun processo.

Il riposizionamento degli aspetti gestionali e informativi dei processi in un contesto web based.

Il perseguimento della business integration, non solo nell’ambito dell’impresa, ma anche interaziendale, come fase evolutiva dell’e.business.

La creazione dei team virtuali per far interagire e cooperare soggetti sparsi all’interno dell’intera rete organizzativa aziendale.

 


(nel libro, a questi quattro punti segue una sintetica analisi che potrà essere utili nella discussione che mi auguro possa nascere dalla pubblicazione di questo pezzo)