Congresso nazionale AICA 7-ottobre -2005 -sintesi-
Premessa
La psicologia da sempre si occupa di processi della conoscenza, dell’apprendimento,
del “problem solving” ai diversi ed integrati livelli individuali, di
gruppo, organizzativi ed anche sociali, nei loro aspetti cognitivi,
emotivi, relazionali,organizzativi e culturali. E’ questa una prospettiva
di analisi che ben si può prestare alla evidenziazione dei cambiamenti
intervenuti nel tempo, ad esempio quelli provocati dalla nascita dei
computer, dall’esplosione del fattore Internet, ecc.. (vedi
fig.1).
In questa prospettiva evolutiva il secolo scorso ha rappresentato una
tappa importante perchè, a partire dagli anni ‘50/’60, ci ha fornito
la via-computer alla gestione della conoscenza, ovvero ha fatto
esplodere l’importanza delle tecnologie e macchine cognitive nei
processi di gestione della conoscenza individuale, di gruppo,
organizzativa ed anche sociale. La importanza delle tecnologie e delle
macchine cognitive non nasce con il computer ma il computer la fa esplodere
e diffondere fino ad influenzare anche i processi decisionali nella vita
quotidiana di tutti noi.
Il secolo scorso tuttavia non ci ha fornito una adeguata cultura
gestionale rispetto ai complessi ed anche controintuitivi effetti
promossi dalla centralità ed importanza della relazione
“uomo-macchina-uomo” (man-machine-man -3M) nella gestione dei processi
della conoscenza. Una relazione, quella con la macchina, molto profonda
che coinvolge archetipi di base riferiti alla stessa costruzione
dell’identità personale e relativi ad aspetti cognitivi, emotivi,
relazionali ed organizzativi, che ha sempre avuto una forte connotazione
negativa e che ci sembra, ancora oggi, gestita con paradigmi e
stereotipi del passato, piuttosto che con una cultura gestionale evoluta
ed aperta verso un futuro che si prospetta ad alto tasso di KMT (Knowledge
management technologies).
Esempi del difficile rapporto uomo-macchina ci sembrano essere: la
riproposizione ancora oggi della contrapposizione tra cultura umanistica
e scientifica anche nei confronti delle tecnologie e macchine cognitive,
il permanere nell’immaginario collettivo di una concezione di naturalità
della vita quotidiana come “technological free”, il successo degli
sceneggiatori hollywoodiani che si impossessano delle paure collettive
delle macchine, la contrapposizione “reale/virtuale” con la quale
interpretare le applicazioni del KMT, il ritardo nella comprensione del
fattore Internet anche da parte degli informatici, ecc. ecc.…
Oggi l’importanza della relazione con le macchine, sta uscendo
dall’ambito degli esperti, dai centri di ricerca, dalle università,
dalle organizzazioni per entrare sempre più massivamente nella stessa
vita quotidiana. Siamo in presenza di una progressiva diffusione e
naturalizzazione delle KMT (Knowledge
management technologies), di una integrazione negli
stili/tempi/modi/processi di gestione della conoscenza tra gli ambiti
lavorativo/professionale e quello della vita quotidiana; una
integrazione che costituirà le condizioni per il passaggio alla
cosiddetta Società della conoscenza ad alto tasso di KMT che si
prospetta. Una novità questa che può costituire la differenza
qualitativa rispetto ai processi di gestione della conoscenza del
passato.
In questa prospettiva la promozione di una cultura gestionale evoluta si
configura così essere la sfida che dovrà affrontare questo secolo. Non
solo computer più potenti, più diffusi, più distribuiti, più friendly,
ecc., ma anche uomini con una maggiore capacità e cultura gestionale ed
atteggiamenti differenti per promuovere la costruzione di “macchine
differenti”. (Oltre la Intelligenza
Artificiale classica)
Oggi le politiche di sviluppo di sofware, piattaforme, ambienti
organizzativi ad alto tasso di KMT, ipotizzano ancora troppe volte un
uomo e users del passato piuttosto che un attore già proattivi verso le
architetture dinamiche man-machine-man
del futuro. Qui si apre ad un altro problema di attualità quale
quello della difficoltà della cultura diffusa di seguire
le potenzialità aperte dalla tecnologia, un problema comune a
tutti i domini di conoscenza.........
La importanza della
promozione di una cultura gestionale adeguata ai processi in atto va
oltre il solo ambito psicologico e si presenta come processo complesso,
in tal senso si è aperto un apposito spazio Internet di approfondimento
transdisciplinare con un obiettivo ambizioso, quello di andare “Verso
una teoria generale della conoscenza via-computer” che sia trasversale
rispetto ai contenuti della conoscenza stessa (vedi Tavola rotonda generale in
Internet).
Il tempo di questa presentazione non consente certo di affrontare tutti
questi aspetti………
Per questo motivo si è affiancato anche a questa giornata un apposito
sito internet di supporto, di approfondimento e di sviluppo dei
contenuti che possono oggi emergere per una continuazione del dibattito
e della ricerca online, ma non in virtuale.
Qui, per semplificare la necessità di andare alle premesse che reggono
la importanza della relazione con le macchine cognitive vi
propongo sinteticamente come stimolo per una discussione, che potrà anche
continuare online, alcuni assiomi del KM, che possono essere
utili per impostare un discorso sulle premesse di base e possono
contribuire alla promozione di una cultura gestionale del rapporto con
le macchine cognitive più in linea con i nostri tempi e gli scenari che
si prospettano.
Assiomi per il KM
Gli assunti/assiomi di base: spunti per
una discussione ed approfondimento:
I- Assunto:
La impossibilità di non utilizzare macchine cognitive
E’ impossibile non
utilizzare tecnologie e macchine cognitive nella gestione dei processi
della conoscenza individuali, di gruppo, organizzativi ed anche sociali. (info)
II- Assunto:
Scala della complessità gestionale
I livelli di
complessità dei processi di gestione della conoscenza individuali, di
gruppo, organizzativi ed anche sociali dipendono dalla natura delle “tecnologie/macchine cognitive” (paper & pencil & face to face, I&CT, KMT, ecc.) disponibili allo stesso tempo t, ed anche dai loro tassi di
utilizzazione, di diffusione e di naturalizzazione.
Tali livelli di complessità tendono ad essere disposti su di una
scala gerarchica di complessità gestionale, nel senso che i
livelli di complessità superiori includono quelli precedenti e
non viceversa. L’I&CT come tecnologia incrementale della complessità gestionale; (info)
III- Assunto:
Effetti organizzativi, dinamiche e “requisite complexity” gestionale
I livelli di complessità
organizzativa dei processi integrati di produzione e consumo di conoscenza
individuale, di gruppo, organizzativa ed anche sociale, nei loro differenti
ed interconnessi aspetti di contenuto, di relazione, di spazio/tempo
e di networking tra gli n-attori, in un qualche modo coinvolti nei diversi
“giochi sociali della conoscenza”, tendono ad organizzarsi in tensostrutture
cognitive di tipo ibrido (man-machine-man),
che manifestano una evoluzione negentropica di tipo relativo che
può evolvere per processi di discontinuità secondo
percorsi differenti . (info)
IV- Assunto: Multimondi ...........dalla ottimizzazione dell'unico mondo alle scelte tra mondi possibili ..
Spunti per una discussione
che è possibile continuare nel sito Internet……..
continua
aspetti
cognitivi
i
vincoli tecnologici: dalla serie, al parallelo, all'organizzazione
reticolare
aspetti
emotivi
oltre
il tabù delle "macchine"
aspetti
relazionali
da
strumenti, ad ambienti di sviluppo, a cultura gestionale
aspetti
organizzativi
verso
la Società della conoscenza ad alto tasso di I&CT