Area di approfondimento: Psicologia

 
Carlo Antonio Ricci
Contributi autore
Knowledge management reengineering: aspetti psicologici
Aspetti cognitivi, emotivi, relazionali, organizzativi e sociali

Congresso nazionale AICA 7-ottobre -2005 -sintesi-



Premessa

La psicologia da sempre si occupa di processi della conoscenza, dell’apprendimento, del “problem solving” ai diversi ed integrati livelli individuali, di gruppo, organizzativi ed anche sociali, nei loro aspetti cognitivi, emotivi, relazionali,organizzativi e culturali. E’ questa una  prospettiva di analisi che ben si può prestare alla evidenziazione dei cambiamenti intervenuti nel tempo, ad esempio quelli provocati dalla nascita dei computer, dall’esplosione del fattore Internet, ecc.. (vedi fig.1).

In questa prospettiva evolutiva il secolo scorso ha rappresentato una tappa importante perchè, a partire dagli anni ‘50/’60, ci ha fornito la via-computer alla gestione della conoscenza, ovvero ha fatto esplodere l’importanza delle tecnologie e macchine cognitive nei processi di gestione della conoscenza individuale, di gruppo, organizzativa ed anche sociale. La importanza delle tecnologie e delle macchine cognitive non nasce con il computer ma il computer la fa esplodere e diffondere fino ad influenzare anche i processi decisionali nella vita quotidiana di tutti noi.

 Il secolo scorso tuttavia non ci ha fornito una adeguata cultura gestionale rispetto ai complessi ed anche controintuitivi effetti promossi dalla centralità ed importanza della relazione “uomo-macchina-uomo” (man-machine-man -3M) nella gestione dei processi della conoscenza. Una relazione, quella con la macchina, molto profonda che coinvolge archetipi di base riferiti alla stessa costruzione dell’identità personale e relativi ad aspetti cognitivi, emotivi, relazionali ed organizzativi, che ha sempre avuto una forte connotazione negativa e che ci sembra, ancora oggi, gestita con paradigmi e stereotipi del passato, piuttosto che con una cultura gestionale evoluta ed aperta  verso un futuro che si prospetta ad alto tasso di KMT (Knowledge management technologies).


Esempi del difficile rapporto uomo-macchina ci sembrano essere: la riproposizione ancora oggi della contrapposizione tra cultura umanistica e scientifica anche nei confronti delle tecnologie e macchine cognitive, il permanere nell’immaginario collettivo di una concezione di naturalità della vita quotidiana come “technological free”, il successo degli sceneggiatori hollywoodiani che si impossessano delle paure collettive delle macchine, la contrapposizione “reale/virtuale” con la quale interpretare le applicazioni del KMT, il ritardo nella comprensione del fattore Internet anche da parte degli informatici, ecc. ecc.…


Oggi l’importanza della relazione con le macchine, sta uscendo dall’ambito degli esperti, dai centri di ricerca, dalle università, dalle organizzazioni per entrare sempre più massivamente nella stessa vita quotidiana. Siamo in presenza di una progressiva diffusione  e naturalizzazione delle KMT (Knowledge management technologies), di una  integrazione negli stili/tempi/modi/processi di gestione della conoscenza tra gli ambiti lavorativo/professionale e quello della vita quotidiana; una integrazione che costituirà le condizioni per il passaggio alla cosiddetta Società della conoscenza ad alto tasso di KMT che si prospetta. Una novità questa che può costituire la differenza qualitativa rispetto ai processi di gestione della conoscenza del passato.

In questa prospettiva la promozione di una cultura gestionale evoluta si configura così essere la sfida che dovrà affrontare questo secolo. Non solo computer più potenti, più diffusi, più distribuiti, più friendly, ecc., ma anche uomini con una maggiore capacità e cultura gestionale ed atteggiamenti differenti per promuovere la costruzione di “macchine differenti”.  (Oltre la Intelligenza Artificiale classica)

 Oggi le politiche di sviluppo di sofware, piattaforme, ambienti organizzativi ad alto tasso di KMT, ipotizzano ancora troppe volte  un uomo e users del passato piuttosto che un attore già proattivi verso le architetture dinamiche man-machine-man del futuro. Qui si apre ad un altro problema di attualità quale quello della difficoltà  della cultura diffusa di seguire le potenzialità aperte dalla tecnologia, un problema comune a tutti i domini di conoscenza.........

 La importanza della promozione di una cultura gestionale adeguata ai processi in atto va oltre il solo ambito psicologico e si presenta come processo complesso, in tal senso si è aperto un apposito spazio Internet di approfondimento transdisciplinare con un obiettivo ambizioso, quello di andare “Verso una teoria generale della conoscenza via-computer” che sia trasversale rispetto ai contenuti della conoscenza stessa (vedi Tavola rotonda generale  in Internet).

Il tempo di questa presentazione non consente certo di affrontare tutti questi aspetti………

 Per questo motivo si è affiancato anche a questa giornata un apposito sito internet di supporto, di approfondimento e di sviluppo dei contenuti che possono oggi emergere per una  continuazione del dibattito e della ricerca online, ma non in virtuale.

Qui, per semplificare la necessità di andare alle premesse che reggono la importanza della relazione con le macchine cognitive vi propongo sinteticamente come stimolo per una discussione, che potrà anche continuare online, alcuni assiomi del KM, che possono essere utili per impostare un discorso sulle premesse di base e possono contribuire alla promozione di una cultura gestionale del rapporto con le macchine cognitive più in linea con i nostri tempi e gli scenari che si prospettano.

Assiomi per il KM

Gli assunti/assiomi di base: spunti per una discussione ed approfondimento:

I- Assunto: La impossibilità di  non utilizzare macchine cognitive

E’ impossibile non utilizzare tecnologie e macchine cognitive nella gestione dei processi della conoscenza individuali, di gruppo, organizzativi ed anche sociali. (info)

 

II- Assunto: Scala della complessità gestionale

I livelli di complessità dei processi di gestione della conoscenza individuali, di gruppo, organizzativi ed anche sociali dipendono dalla natura delle “tecnologie/macchine cognitive” (paper & pencil & face to face, I&CT, KMT, ecc.) disponibili allo stesso tempo t, ed anche dai loro  tassi di utilizzazione, di diffusione e di naturalizzazione.
Tali livelli di complessità tendono ad essere disposti su di una scala gerarchica di complessità gestionale, nel senso che i livelli di complessità superiori includono quelli precedenti e non viceversa. L’I&CT come tecnologia incrementale della complessità gestionale; (info)

 

III-  Assunto: Effetti organizzativi, dinamiche e “requisite complexity” gestionale

I livelli di complessità organizzativa dei processi integrati di produzione e consumo di conoscenza individuale, di gruppo, organizzativa ed anche sociale, nei loro differenti ed interconnessi aspetti di contenuto, di relazione, di spazio/tempo e di networking tra gli n-attori, in un qualche modo coinvolti nei diversi “giochi sociali della conoscenza”, tendono ad organizzarsi in tensostrutture cognitive di tipo ibrido (man-machine-man), che manifestano una evoluzione negentropica di tipo relativo che può evolvere per processi di discontinuità secondo percorsi differenti . (info)

IV-  Assunto: Multimondi
...........dalla ottimizzazione dell'unico mondo alle scelte tra mondi possibili ..

Spunti per una discussione che è possibile continuare nel sito Internet……..

continua

 

aspetti cognitivi

i vincoli tecnologici: dalla serie, al parallelo, all'organizzazione reticolare
aspetti emotivi

oltre il tabù delle "macchine"

aspetti relazionali

da strumenti, ad ambienti di sviluppo, a cultura gestionale

aspetti organizzativi

verso la Società della conoscenza ad alto tasso di I&CT

in preparazione .....