L’indagine di Milano Bicocca nel progetto
“Patient empowerment ed e-Health”
Carla Simone 
L’aspetto che Bicocca e’ interessata ad investigare e’ la relazione tra il patient empowerment e le reti di cura e assistenza, cioè quelle reti che connettono sul territorio i vari attori coinvolti nel processo di cura e assistenza di un paziente riguardo ad uno o più problemi di salute, anche cronici. Le strutture ospedaliere sono tra i nodi di questa rete ma non i più importanti: infatti tali aziende o ospitano i pazienti in condizioni eccezionali (le acuzie) oppure sono vissute brevemente come semplici entità erogatrici di servizi ambulatoriali/diagnostici che impattano poco sulla quotidianità degli assistiti, sulla qualità delle loro vite - anche di relazione- e sulle loro capacità di governare consapevolmente le scelte e processi medici/assistenziali che li coinvolgono direttamente: elementi che invece contraddistinguono il focus della nostra indagine. Ovviamente, siamo consapevoli che ogni nodo della rete che si va definire intorno al paziente/assistito può influenzare la qualità (ad esempio, la tempestività, l’efficacia, l’appropriatezza) delle prestazioni, dei servizi, della comunicazione e delle relazioni professionali e sociali che caratterizzano qualsiasi altro nodo. Per questo motivo crediamo che ogni elemento, anche quello tecnologico, vada indagato con un’ottica al sistema e alla capacità di ciascuna delle parti di impattare positivamente sul tutto.
In
questa ottica, anche il patient
empowerment,
visto come insieme di processi e strumenti orientati ad aumentare
l’autonomia e la consapevolezza del cittadino-cliente di servizi e
del cittadino-assistito può, da un lato, influenzare tale rete in
modo significativo arricchendo di senso (direzione e significato) le
relazioni che la caratterizzano e, dall’altro, può essere
influenzato dalla rete stessa in quanto essa stessa fonte continua di
conoscenza e informazioni che il paziente può acquisire. Un tipo
di conoscenza che a nostro parere ricopre un ruolo fondamentale nel
rendere efficace qualsiasi iniziativa di patient
empowerment
è quella relativa al “processo di cura” stesso, sia esso il
processo di gestione ampiamente imprevedibile di uno specifico “caso
medico” e quindi l’articolazione di un insieme di interazioni più
o meno formali tra interlocutori riguardo ad una condizione cronica,
più o meno invalidante; oppure il percorso meglio definito in
termini di passi, snodi e fasi che può essere esplicitato e
costantemente monitorato per il trattamento e la riabilitazione di
condizioni più gravi o comunque dallo sviluppo più prevedibile.
Infatti qualsiasi processo del genere al confronto con le
imprevedibilità e particolarità di qualsiasi caso specifico,
situato nell’esperienza di ogni singolo assistito, non può che
articolarsi in maniera altamente distribuita e dinamica, e compiersi
grazie al coordinamento di diversi enti e attori specializzati e
l’utilizzo puntuale di conoscenze pratiche e più formali. Per
questo motivo, può essere difficile per l’assistito avere una
consapevolezza globale di questo processo che si snoda su più piani
tale da averne una continua visibilità, una migliore capacità di
interpretazione per gli eventi più significativi e, quindi, la
possibilità di una reale, autonoma e consapevole partecipazione.
Da
questo punto di vista, le tecnologie dell’informazione e
comunicazione, se integrate a strumenti ad-hoc per il patient
empowerment che complementino le funzionalità già a disposizione di
medici e reti di cura istituzionalizzate, possono favorire la
promozione di una reale consapevolezza del processo generale in cui
si dipana la storia del caso dell’assistito, possono potenziare la
rete di relazioni legate al processo di cura, ed integrare le
conoscenze acquisite in questo ambito con quelle acquisite con altre
forme di empowerment, ad esempio quelle legate ad una maggiore
consapevolezza del ruolo della giusta alimentazione e dell’esercizio
fisico nella prevenzione primaria di molte affezioni e cronicità.
L’indagine vuole quindi delineare il quadro esistente a livello italiano ed internazionale in termini di problemi aperti e di best practices; vuole inoltre identificare i requisiti funzionali e informativi di tecnologie innovative impiegabili in questo ambito e analizzarne la concreta fattibilità nella attuale struttura organizzativo/economica della gestione della salute in Italia. Questo richiederà una interazione con le altre indagini svolte all’interno del progetto per delineare un quadro innovativo, ma realistico e sostenibile, attento alle varie dimensioni (psicologiche, sociali, organizzative, economiche e tecnologiche) che compongono il dominio di interesse.
L’indagine si basa su ricerche bibliografiche e su interviste (qualitative e quantitative) somministrate a diversi attori delle reti di cura (pazienti, operatori, medici, specialisti, etc. raggiunti soprattutto attraverso le loro associazioni di categoria) con l’obiettivo di avere una copertura significativa delle problematiche e dei fattori in gioco. La profondità e ampiezza dell’indagine sarà articolata in relazione alle risorse disponibili.
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